SQUARE

"Indipendentemente dai parchi più o meno estesi, noi troviamo nelle nostre città degli spazi più ristretti, ma che non per questo non ne costituiscono un apporto importante dal punto di vista dell'estetica e dell' l'igiene. Ogni volta che le imperiose necessità della circolazione lo permettono, tutte le piazze libere devono essere trasformate in superfici trattate a prato e piantate. In generale si dà a questi spazi il nome di "square". Esse possono essere di dimensioni molto ridotte o prendere un'estensione considerevole. Esse sono spesso situate all'interno degli isolati, al centro di un crocevia, in una piazza sufficientemente vasta".
Michel Conan

SQUARE : n.m. (1725) parola inglese "carré ", dell'antico francese " esquarre " (équerre). Piccolo giardino pubblico, generalmente circondato da una cancellata e sistemato al centro di una piazza.
Le Petit Robert

Lo square appare nel XVII secolo in Inghilterra poi in Francia nel XVIII secolo. "Lo square nella sua accezione francese, è un giardino pubblico formato al centro d'una piazza bordata da facciate, involuta dalle circolazioni. Non ci si deve confondere con lo square londinese, spazio libero al centro di un isolato quadrangolare, riservato all'uso degli abitanti al contorno, in origine spazio funzionale che serviva da cortile che in seguito fu spesso piantato" si dice nel "dictionnaire de l'urbanisme et de l'aménagement" di P. Merlin et F. Choay.

Nel 1630, la Place Royale (1) ispira a Inigo Jones il primo square inglese, Covent Garden (2). In Gran Bretagna, gli square sono legati al sistema fondiario che ha generato nel XVII secolo una particolare sistemazione residenziale: les landlords utilizzano i sistemi des baux enfiteutici per imporre ai promotori dei veri piani urbanistici ove la natura gioca un grande ruolo, lo square vi è una sorta di chiostro a destinazione residenziale per gli abitanti al contorno, come sottolinea Lewis Mumford : " gli square erano utilizzati infatti per diversi usi domestici, per la battitura dei tappeti, per stendere la biancheria. I proprietari degli immobili del bordo esterno li trasformarono finalmente in parchi o giardini comunitari ".

A partire dal 1800, il prato recintato è sistematicamente piantato con platani o alberi. Il suo uso riservato in origine ai soli abitanti al contorno che dispongono della chiave, diviene pubblico. Lo square corrisponde a un bisogno nuovo di confort, d'intimità e di piacere espresso dalla borghesia.

I Kensington square (1830-1840) apportano nel dominio delle forme urbane una varietà di spazi pubblici trascinante per la loro libertà con la scacchiera urbana tradizionale all'immagine del giardino romantico inglese. La rete delle piazze e square plantati costituisce in questa epoca un elemento qualificante molto importante nella composizione urbana.

Verso il 1880, è Raymond Unwin che, a partire dallo square, inventa il "close", che è un terreno chiuso comunitario per gli abitanti al contorno
(3).

Nel 1840, in Francia, un'esperienza di square all'inglese inizia sui terreni dell'antico giardino Tivoli, nel IX arrondissement. I proprietari lo transformanjo in giardino chiuso di cui hanno l'esclusività. Nel 1858 questo square è reso al pubblico e diviene lo square Vintimille, oggi square Berlioz. In effetti, lo sviluppo dello square, che prende in Francia un carattere pubblico, è impulsé da Napoleone III e l'equipe di Georges Haussmann. Adolphe Alphand, imgegnere dei Ponts et Chaussées, sistema il primo square di una serie di 21 nel 1855 per bordare la Tour Saint-Jacques (4). Lo square prende posto nel sistema dei parchi e giardini (5) immaginato parallelamente al sistema di vie da Haussmann. Esso fa corpo con i boschi, i parchi e le avenue piantate. Nella formula francese, essi diventano pubblici e sono localizzati non più esclusivamente nei settori residenziali ma dappertutto ove si trova uno spazio libero. Essi partecipano così alla vivibilità della città, mediante la riqualificazione di spazi residuali, risultati specialmente dai grands travaux, gli sfondamenti di strade messi in atto da Haussmann.

Una moltitudine di square di tutte le forme e di tutte le dimensioni sono così creati in Parigi, che sia nel cuore di un isolato, al centro di un crocevia, negli spazi dismessi, su una piazza (6), o anche in relazione alla valorizzazione di un edificio appartenente al patrimonio. Si avverte allora il ruolo sociale ed educativo conferito a queste sistemazioni, che entra appunto nel progetto generale immaginato da Napoleone III e Haussmann. Concepito come un vero isolato per natura destinato a offrire un'alternativa all'insalubrità urbana, lo square è rivolto finalmente a tutti e accoglie una moltitudine di attività. Il carattere formale e regolamentare di questi giardini (cancellata, guardiano, regolamento) ispirerà a Rimbaud questa riflessione poetica : "Sulla piazza tagliata in meschini prati, square ove tutto è dignitoso, gli alberi, i fiori ". Gli square sono innanzitutto concepiti come un abbellimento urbano, luogo di passeggiata e di distensione; i giochi in origine praticamente vietati con il tempo sono stati autorizzati e i prati resi accessibili.

Nella sua composizione sono utilizzati numerosi elementi costitutivi quali prati, distese di fiori, panchine, pattumiere, viali piantati, teatrino, maneggio, bacini e getti d'acqua, auditorium, chiosco per la musica, giochi per fanciulli …,. Si assiste dunque allo sviluppo di un arredo e di un abbellimento specifici, che fanno ancora riferimento per la realizzazione ai numerosi giardini pubblici di quartiere, come lo square Saint Lambert sistemato nel 1933 nel XV arrondissement (8).


Lo square è oggi innanzitutto un giardino pubblico di quartiere, ma esso può anche essere la cornice scelta per realizzare altre attività, come lo "square-galerie", che ospita una galleria commerciale (9). In generale, è però sulla prossimità che esso si fonda, nella tradizione degli square residenziali. Le forme tuttavia evolvono: la recinzione si smorza. Negli square pubblici essa è mascherata il più sovente da una siepe. Negli square appartenenti alle parti comuni di un insieme, gli edifici circostanti che svolgono la funzione di recinto (7) e vi si aggiungono talora delle forme nuove di barriere come la sala da ballo vetrata del "Jardin Lecourbe" dell'architetto J.-M. Wilmotte, che ha trattato qui un tipo di square comunitario (10). Questa trasformazione corrisponde a nuove forme urbane ove la vettura non ha più posto.


V. CLOITRE, CLOSE, COUR, FORME URBAINE, GALERIE, ILOT, JARDIN PUBLIC, KIOSQUE, PLACE