PUNTO DI RIFERIMENTO, CONTRASSEGNO, MARCHIO

"Un punto di riferimento non è necessariamente un grande oggetto: esso può essere una maniglia di una porta o un duomo. Se la porta che luccica è precisamente la vostra, essa diviene un punto di riferimento, un contrassegno". Kevin Lynch, Image de la cité, Edizione Dunod, 1969, p.118.

"Nella percezione del quadro di vita, l'uomo percepisce l'ambiente più spesso sotto forma di simbolo che di segni. La maggior parte delle comunicazioni umane passa attraverso questi simboli. La complementarietà segno-simbolo è così uno degli elementi di base della percezione." A.S. Bailly, la percezione dello spazio urbano. p.137.


REPERE : dal latino "reperire": trovare, corrisponde in italiano ai termini PUNTO DI RIFERIMENTO, CONTRASSEGNO, MARCHIO.Repère è un punto di riferimento, un contrassegno, un marchio, "comunque qualunque oggetto non specificato che permette alle persone di orientarsi nello spazio, di localizzare qualche cosa, di valutare; da "repaire", ovvero tutto ciò che permette di riconoscere, di ritrovare una cosa in un insieme. Dizionario Le Petit-Robert,1997.

Un contrassegno è un "oggetto" che concerne la percezione che un osservatore ha di un insieme urbano, o che si trova nel campo dello spazio vissuto nei pressi di uno che cammina. Conviene anche considerare l'itinerario che conduce un visitatore in un posto grazie ai riferimenti che ne segnalano il percorso.

Da tempo immemorabile, i monumenti delle città antiche hanno costituito riferimenti visivi per la popolazione e hanno strutturato la percezione dell'insieme urbano. La silhouette fa emergere dei punti di riferimento che permettono all'osservatore di identificare la città, nell'espressione delle sue istituzioni e dei suoi poteri. I costruttori sceglievano i punti geograficamente elevati, al fine di sorvegliare i dintorni e mostrare la loro potenza mediante l'altezza degli edifici. (1) I monumenti possono essere l'espressione della regalità decaduta, della religione, della repubblica, dell'azione artistica o anche del progresso tecnologico (La tour Eiffel).

Secondo Lynch, "il contrasto con il fondo della scena circostante sembra essere il fattore principale(...) Il fatto di avere una posizione spaziale predominante può fare in modo che dei puri e semplici elementi divengano contrassegni, punti di riferimento, in due maniere: sia rendendo l'elemento visibile da molti posti (...), sia creando localmente un contrasto con gli elementi vicini, vale a dire une variazione tra l'allineamento e l'altezza." (p.93.)
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La posizione spaziale è quindi essenziale ed essa è rafforzata quando un significato è legato all' "oggetto - punto di riferimento", come quando essi sono riuniti in uno stesso posto. "Si possono raggruppare i punti di riferimento in motivi che hanno una forma in sé stessi e possono indicare, secondo l'apparenza che hanno, la direzione secondo la quale li si guarda. I due punti di riferimento di Firenze, il duomo e il campanile, danzano l'uno intorno all'altro in questa maniera". Kevin Lynch. (p.119.)(3)

Essi "sono, per converso, locali, visibili solamente in un contesto limitato e secondo certi punti di vista. E' il caso degli innumerevoli segni, vetrine di negozi, alberi, martelli di porte, e di altri dettagli urbani che riempiono l'immagine della maggior parte degli osservatori. Questi tipi di contrassegno sono frequentemente utilizzati per l'identificazione e anche la strutturazione delle città; essi servono sempre di più, man mano che un itinerario diviene più familiare".
Secondo K.Lynch - riportato dalla Choay in "Urbanisme, Utopies et réalités", p.393 - l'urbanistica moderna, privilegiando l'autonomia dell'edificio rispetto all'ambiente e la standardizzazione di quest'ultimo nell'insieme, ha preservato soltanto una rappresentazione di tipo piano con direzioni ortonormal (5) cQuesta contrasta con una metodologia di reperimento di una localizzazione basata su contrassegni visuali, come quelli che R. Barthes descrive nell' "L'Impero dei segni", per localizzare l'indirizzo di un posto in Giappone. (8)
Le Corbusier, in "l'Urbanisme", propone una nuova città moderna avente come unico contrassegno emblematico l'entrata della città.(6)
Ed è al livello del suolo, all'aria aperta, che chi cammina troverà dei punti di riferimento che lo guidano nella città-parco (stadio, chiesa, bosco...)(7)

D'altronde, per le persone sprovviste di uno o più sensi è difficile spostarsi autonomamente nella città. Esistono dei mezzi previsti a questo scopo. Nel metrò di Parigi si possono vedere e toccare le bande podo-tattili che indicano il bordo della banchina e delle lampade al suolo che prevengono l'avvicinarsi dei treni. Un "percorso di cortesia" è stato immaginato da un'equipe di studiosi-insegnanti (vedi il concorso d'art urbain 2001) in una strada molto frequentata. La caratteristica di questo progetto(9) è un tasto podo-tattile che guida chi cammina. Da alcuni anni la questione dei disturbi sonori è stata messa al primo posto e i comuni sono obbligati a fare elaborare le mappe del rumore. I rumori sono espressi in décibel e suddivisi in tre categorie. (10)

Il contrassegno si ritrova lungo tutto un itinerario per condurre il viandante verso un indirizzo.(12)
Nell'esempio dell'autista di taxi (J.Pailhous ("La représentation de l'espace urbain"), il rintracciare l'indirizzo indicato dal cliente risulta dalla combinazione di una rappresentazione di tipo piano con contrassegni visuali. (11) Come per i piloti da corsa o i campioni di sci, avviene un processo di memorizzazione attraverso sequenze visuali del percorso e una verifica dei contrassegni visuali durante la corsa. In effetti, il cittadino non può percepire la città globalmente, egli la ricostruisce in una forma rappresentativa con l'ausilio delle informazioni che possiede, grazie alla propria esperienza degli spostamenti e mediante la mappa.(13)

L'orientamento nelle agglomerazioni dei paesi sottosviluppati, come dei paesi in via di sviluppo, tende oggi ad essere trattato dalla segnaletica urbana in modo standardizzato. Questo tipo di contrassegno internazionale, se risponde a un bisogno sociale, può in un certo qual modo significare un'assenza di contrassegni visuali significativi che permettano al forestiero di orientarsi.
F. Choay, nel "Dictionnaire de l'Urbanisme et de l'aménagement", ci segnala che, nell'attuale contesto di cambiamento sociale e di banalizzazione generalizzata, l'urbanistica è sguarnita di fronte all'assenza di tradizione spaziale e di specifici riferimenti a una determinata cultura minoritaria.

Di conseguenza, spetta giustamente agli eletti responsabili della qualità della vita urbana, porre particolare attenzione all'aspetto delle costruzioni e agli studi di localizzazione degli edifici pubblici, di posizionamento di alberi e di illuminazione pubblica destinati ad orientarsi in città.

V. ENTREE DE VILLE, SEQUENCE VISUELLE, SIGNALETIQUE URBAINE, SIGNE, SILHOUETTE, SYMBOLE.